Annata in etichetta:
quando è obbligatoria e quando no.
Le regole che ogni cantina dovrebbe conoscere

Dietro un semplice numero stampato sulla bottiglia si nasconde un sistema preciso di norme europee e italiane. E attenzione: per alcune categorie di vini l’annata non è facoltativa

Quando si osserva una bottiglia di vino, uno degli elementi che il consumatore nota immediatamente è l’annata. Quel numero identifica l’anno della vendemmia delle uve utilizzate per produrre il vino, contribuendo spesso alla percezione qualitativa e all’identità del prodotto.

Ma l’indicazione dell’annata in etichetta non è sempre obbligatoria.

Cosa prevede la normativa europea

A livello comunitario, la normativa stabilisce che l’indicazione dell’anno di raccolta delle uve è generalmente facoltativa. Tuttavia, nel momento in cui un’azienda decide di riportarla in etichetta, deve rispettare precise condizioni.

La principale riguarda la composizione del vino: almeno l’85% delle uve utilizzate deve provenire dall’annata dichiarata.

Esistono inoltre casi particolari legati a produzioni ottenute da uve raccolte nei mesi di gennaio o febbraio: in queste situazioni l’annata da indicare deve corrispondere all’anno civile precedente.

In Italia l’annata diventa obbligatoria per molti vini

La normativa italiana ha introdotto un ulteriore livello di attenzione.

Per i vini Dop prodotti in Italia, infatti, l’indicazione dell’annata è obbligatoria. Una scelta che punta a rafforzare trasparenza, tracciabilità e riconoscibilità delle produzioni di qualità.

Gli stessi disciplinari delle denominazioni prevedono quasi sempre l’obbligo di riportare l’anno di produzione delle uve.

Le eccezioni previste

Esistono però alcune categorie per cui l’obbligo non si applica.

Tra queste:

  • vini liquorosi
  • vini frizzanti
  • vini spumanti non millesimati

Diverso il caso degli spumanti “millesimati”: qui l’annata diventa parte integrante dell’identità del prodotto e deve quindi comparire obbligatoriamente in etichetta.

L’obbligo riguarda anche i vini novelli Dop e Igp.

E per i vini Igt o generici?

Per i vini Igt e per quelli senza denominazione, l’annata resta generalmente facoltativa.

Tuttavia, nel momento in cui il produttore sceglie di inserirla in etichetta, entrano in gioco specifici controlli e verifiche previsti dalla normativa nazionale.

Non solo grafica: l’etichetta è anche responsabilità normativa

Quello dell’annata è un esempio concreto di come l’etichetta del vino non sia soltanto uno strumento estetico o commerciale, ma anche un elemento tecnico e normativo che richiede attenzione e competenze specifiche.

Oggi la progettazione dell’etichetta deve infatti tenere insieme:

  • identità del brand
  • chiarezza delle informazioni
  • requisiti normativi
  • coerenza con il
  • posizionamento del prodotto

Aspetti che diventano ancora più delicati quando si opera su mercati internazionali o su linee premium dove ogni dettaglio contribuisce alla percezione del valore.

Contenuti rielaborati da un articolo pubblicato su Gambero Rosso.

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