Il neodirettore della cooperativa friulana indica la strada: approccio manageriale, filiera integrata e focus sulla qualità per competere in un mercato in trasformazione
Il modello cooperativo del vino italiano si trova oggi di fronte a una fase di trasformazione. Da un lato la necessità di garantire redditività ai soci, dall’altro l’esigenza di evolvere verso logiche più orientate al mercato, al brand e alla creazione di valore. A delineare questa prospettiva è Flavio Geretto, recentemente nominato direttore generale di Cantina Rauscedo, una delle realtà cooperative più estese d’Italia, con oltre 2.000 ettari vitati e una forte vocazione anche nel settore vivaistico.
Dal prodotto al sistema: il ruolo della cooperazione
Secondo Geretto, il punto di partenza resta il vino, ma il modello deve cambiare approccio. Non è più sufficiente gestire quantità e produzione: è necessario costruire una visione che integri tutta la filiera, dal vigneto al consumatore finale.
Le cooperative, per dimensioni e capacità produttiva, hanno un potenziale importante, ma per esprimerlo devono operare in una logica di rete, collaborando con industria, piccole aziende e distribuzione.
In questo scenario diventano centrali temi come:
- tracciabilità della filiera
- controllo qualitativo delle produzioni
- capacità di rispondere alle richieste del mercato
Dalla quantità alla qualità: il cambio di paradigma
Uno degli elementi chiave della trasformazione riguarda il passaggio da un modello orientato alla quantità a uno basato sulla qualità e sul posizionamento.
Tra le strategie in atto:
- introduzione di sistemi di remunerazione delle uve legati alla qualità
- sviluppo di progetti di zonazione per valorizzare le caratteristiche dei diversi territori
- creazione di linee dedicate a produzioni di eccellenza, anche per il canale horeca
Un approccio che guarda a modelli già consolidati, come quello altoatesino, dove la cooperazione ha saputo costruire brand fortemente identitari.
Un mercato che cambia: consumi e nuove generazioni
Il contesto di mercato resta complesso. I consumi, in particolare per alcune tipologie come i vini rossi, mostrano segnali di difficoltà, mentre emergono nuove abitudini legate a stili di consumo più occasionali e a una maggiore attenzione al contenuto alcolico.
Le nuove generazioni rappresentano una delle principali sfide: bevono meno vino rispetto al passato e mostrano interesse verso esperienze diverse, come la mixology.
Per il settore diventa quindi fondamentale:
- ripensare il linguaggio e le modalità di comunicazione
- rendere il vino più accessibile e contemporaneo
- costruire un dialogo coerente con i nuovi consumatori
Le parole chiave: visione e coraggio
Sul fronte internazionale, gli Stati Uniti restano un mercato strategico, mentre si affacciano nuove opportunità in aree ancora poco sviluppate come l’Africa e il Sud America.
Al tempo stesso, alcuni mercati europei storici mostrano segnali di saturazione, rendendo necessario un approccio più selettivo e mirato.
Export e nuovi mercati
In un contesto in continua evoluzione, il futuro del sistema cooperativo passa da tre elementi fondamentali:
- umiltà, per comprendere il contesto e i cambiamenti in atto
- qualità, come base imprescindibile del prodotto
- coraggio, per innovare e costruire una visione di lungo periodo
Per il vino italiano, la sfida non è solo produrre, ma interpretare il mercato e costruire valore nel tempo.
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Contenuti rielaborati da un articolo pubblicato su Gambero Rosso.