Crisi dei consumi: le cantine italiane cambiano strategia.
Più marketing, nuovi prodotti e mercati emergenti

Il report Mediobanca fotografa un settore consapevole del calo strutturale dei consumi. Le aziende più organizzate investono in diversificazione, comunicazione e posizionamento per costruire valore nel tempo

Il settore vitivinicolo italiano si prepara ad affrontare una fase di trasformazione profonda. A confermarlo è il nuovo report Mediobanca sul vino italiano, che evidenzia una crescente consapevolezza tra le imprese: il calo dei consumi non viene più percepito come una difficoltà temporanea, ma come un cambiamento strutturale destinato a influenzare il mercato nei prossimi anni.

Secondo l’indagine, condotta su 255 aziende del comparto, l’80% degli operatori ritiene che i consumi siano diminuiti negli ultimi cinque anni e il 66% prevede ulteriori flessioni nel prossimo futuro.

Prezzo, salute e nuove abitudini cambiano il mercato

A pesare sul settore sono diversi fattori:

  • maggiore attenzione al benessere e alla moderazione
  • cambiamento delle abitudini di consumo
  • crescita delle alternative no-low alcohol
  • maggiore sensibilità al prezzo

Secondo le imprese intervistate, oggi il prezzo rappresenta la leva d’acquisto più importante per il consumatore, senza però annullare l’attenzione verso qualità, notorietà del brand e identità del prodotto.

Cresce inoltre l’interesse verso vini a minor gradazione, prodotti percepiti come più leggeri e categorie alternative legate al mondo beverage.

La risposta delle aziende: differenziare


Di fronte a questo scenario, la strategia principale scelta dalle cantine italiane è la diversificazione dell’offerta.

Oltre il 70% delle aziende dichiara infatti di voler investire in:

  • nuovi prodotti
  • vini low e no alcohol
  • ready-to-drink
  • formati alternativi
  • bevande aromatizzate a base vino
  • distillati e categorie complementari

L’obiettivo è intercettare nuovi consumatori e nuove occasioni di consumo, senza dipendere esclusivamente dai modelli tradizionali del mercato vinicolo.

Marketing e comunicazione tornano centrali

Tra gli investimenti considerati strategici emerge con forza anche il rafforzamento di marketing e comunicazione.

Quasi il 60% delle imprese ritiene infatti necessario:

  • modernizzare il linguaggio del vino
  • migliorare la presenza digitale
  • costruire brand più riconoscibili
  • aumentare la percezione del valore del prodotto

In questo contesto, packaging, etichetta e identità visiva assumono un ruolo sempre più importante, soprattutto nei segmenti premium e nei canali retail ad alta competitività.

Per molte aziende, l’etichetta non rappresenta più soltanto un elemento tecnico o decorativo, ma uno strumento strategico di posizionamento capace di comunicare:

  • qualità
  • identità territoriale
  • fascia di mercato
  • contemporaneità del brand

Crescono export ed enoturismo

Le aziende guardano anche a nuovi mercati internazionali e allo sviluppo di canali alternativi.

Tra le strategie più citate:

  • espansione verso mercati emergenti
  • sviluppo della vendita diretta e online
  • investimenti nell’enoturismo e nell’ospitalità

Secondo Mediobanca, il rallentamento dei mercati maturi spinge sempre più produttori a cercare opportunità in aree con maggiore crescita demografica e nuovi consumatori.

Le aziende più grandi reggono meglio

Dal report emerge anche una forte differenza tra le imprese più strutturate e quelle di piccole dimensioni.

Le aziende con fatturati maggiori mostrano:

  • migliore marginalità
  • maggiore produttività
  • minore esposizione finanziaria
  • maggiore capacità di investimento

Le realtà più piccole, invece, soffrono maggiormente la contrazione dei margini e l’aumento della pressione competitiva.

Il settore resta attrattivo

Nonostante le difficoltà, il vino continua comunque a essere percepito come un settore con prospettive interessanti.

Per molti operatori, la fase attuale porterà a una selezione naturale delle aziende più solide e organizzate, favorendo:

  • consolidamenti
  • acquisizioni
  • integrazione della filiera
  • rafforzamento dei brand

Negli ultimi diciotto mesi si sono infatti registrate numerose operazioni di acquisizione e aggregazione, segnale di un comparto che sta cercando nuove dimensioni e nuovi modelli organizzativi per affrontare il futuro.

La sfida non è solo produrre vino

Il quadro delineato dal report Mediobanca evidenzia come il futuro del settore dipenderà sempre meno dalla sola capacità produttiva e sempre più dalla capacità di:

  • costruire valore
  • differenziarsi
  • comunicare in modo efficace
  • interpretare i nuovi consumatori

In un mercato più selettivo e competitivo, identità, percezione e posizionamento diventano asset strategici tanto quanto la qualità del vino stesso.

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Contenuti rielaborati da un articolo pubblicato su Gambero Rosso.

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