Nei ristoranti si beve meno vino.
Ma chi cambia approccio continua a vendere

Meno bottiglie a tavola, più calici, attenzione al prezzo e nuove strategie di servizio: il consumo di vino nella ristorazione sta cambiando rapidamente

Il modo di bere vino nei ristoranti italiani non è più quello di dieci o vent’anni fa. La bottiglia condivisa a tavola sta lasciando spazio a consumi più moderati, ragionati e frammentati. Si ordinano meno bottiglie intere, cresce la richiesta di vini al calice e aumenta l’attenzione verso prezzo, esperienza e libertà di scelta.

Una trasformazione che coinvolge tutta la ristorazione, dal wine bar al fine dining, e che sta obbligando molti operatori a ripensare le proprie strategie commerciali.

Il vino non è più un’abitudine automatica

Secondo diversi operatori del settore, il cambiamento non dipende da una sola causa.

Pesano:

  • l’aumento generale dei prezzi
  • la riduzione del potere d’acquisto
  • la maggiore attenzione alla salute
  • il timore dei controlli stradali
  • nuove abitudini di consumo


Il risultato è evidente: oggi il vino viene scelto in modo più selettivo e meno automatico rispetto al passato.

Anche nella ristorazione di fascia alta, il cliente valuta con maggiore attenzione il rapporto qualità-prezzo della bottiglia proposta.

Cresce il consumo al calice

Per reagire alla flessione dei consumi, molti ristoratori stanno investendo sulla mescita.

Carte vini più dinamiche, selezioni al bicchiere curate e ricarichi più equilibrati diventano strumenti per incentivare il consumo senza spaventare il cliente.

In diversi locali cresce infatti l’idea che:

  • abbassare il margine unitario
  • aumentare la rotazione
  • migliorare l’accessibilità

possa risultare più efficace rispetto a ricarichi molto elevati su poche bottiglie.

Il tema dei ricarichi resta centrale

Uno dei nodi più discussi riguarda proprio il pricing.

Negli ultimi anni molte carte vini hanno aumentato sensibilmente i ricarichi, creando spesso una distanza importante tra prezzo d’acquisto e prezzo finale al tavolo.

Secondo diversi operatori, oggi il cliente è molto più consapevole rispetto al passato:

  • confronta i prezzi online
  • conosce le etichette
  • valuta alternative
  • sceglie con maggiore razionalità


Per questo motivo, molti ristoratori stanno cercando formule più sostenibili:

  • ricarichi più bassi
  • più proposta al calice
  • selezioni meno “intimidatorie”
  • bottiglie con maggiore rotazione

Cambiano anche i gusti

Parallelamente cambiano le preferenze.

Accanto ai vini tradizionali crescono:

  • vini naturali e artigianali
  • vini leggeri e più immediati
  • cocktail e mixology
  • prodotti low e no alcohol


Secondo molti operatori, non si tratta soltanto di prezzo ma anche di linguaggio e percezione.

I consumatori più giovani cercano spesso:

  • informalità
  • immediatezza
  • esperienze meno rituali
  • prodotti più facili da interpretare

Packaging e percezione influenzano la scelta

In questo nuovo scenario, anche l’identità visiva assume un ruolo sempre più importante.

Etichette, bottiglie e presentazione del prodotto diventano elementi decisivi per:

  • attirare l’attenzione
  • semplificare la scelta
  • trasmettere personalità
  • aumentare il valore percepito

Soprattutto nella proposta al calice o nei wine bar contemporanei, il packaging contribuisce sempre più alla costruzione dell’esperienza.

Chi funziona oggi? Chi rende il vino più accessibile

Molti locali che continuano a performare sul vino hanno scelto una strada precisa:

  • rendere il vino meno distante
  • più leggibile
  • più accessibile economicamente
  • più presente nell’esperienza del cliente


C’è chi lavora direttamente con le cantine per abbattere i costi di intermediazione, chi costruisce percorsi al calice molto competitivi e chi utilizza la comunicazione del vino come parte integrante dell’esperienza del locale.

La vera sfida: creare desiderio

Il vino continua ad avere un forte valore culturale ed emozionale, ma oggi non basta più metterlo in carta.

Serve:

  • raccontarlo meglio
  • renderlo più contemporaneo
  • costruire occasioni di consumo nuove
  • migliorare il rapporto qualità-prezzo percepito


Perché in una ristorazione dove si beve meno, il problema non è solo vendere vino. È riuscire a farlo desiderare ancora.

Contenuti rielaborati da un articolo pubblicato su Gambero Rosso.

Ti possono interessare...

Iscriviti alla nostra newsletter

per ricevere le prossime notizie

Nome e cognome