Ready-to-drink contro vino:
la nuova sfida passa da packaging, praticità
e linguaggio contemporaneo

I RTD conquistano spazio nei mercati internazionali grazie a praticità, immagine e percezione “healthy”. Per il vino si apre una riflessione su packaging, comunicazione e nuove occasioni di consumo

Tra le trasformazioni che stanno ridefinendo il mercato beverage mondiale, una delle più rilevanti riguarda la crescita dei prodotti ready-to-drink (RTD), categoria che continua a guadagnare terreno soprattutto tra i consumatori più giovani.

Secondo un recente studio di Iwsr – International Wine & Spirits Research – i ready-to-drink sono passati dall’1% al 2% del consumo globale di bevande alcoliche e dovrebbero mantenere questa quota almeno fino al 2029. Nello stesso periodo, il vino fermo è sceso dall’11% al 10%, con una previsione di ulteriore calo al 9%.

Perché i RTD crescono

La crescita dei ready-to-drink si lega soprattutto alla loro capacità di interpretare le nuove abitudini di consumo.

Praticità, immediatezza e portabilità rappresentano oggi fattori decisivi:

  • non servono cavatappi o bicchieri
  • si consumano facilmente anche fuori casa
  • utilizzano packaging moderni e immediati
  • parlano un linguaggio semplice e contemporaneo

A questo si aggiunge una forte presenza sui social media e nell’e-commerce, sostenuta da campagne visuali, influencer e un’estetica progettata per attirare soprattutto le nuove generazioni.

Secondo Iwsr, i RTD vengono inoltre percepiti come prodotti più “trasparenti” e salutari, grazie a:

  • basso contenuto calorico
  • ridotta gradazione alcolica
  • comunicazione semplificata degli ingredienti
  • varianti gluten free

Il vino perde occasioni di consumo

Parallelamente, il vino soffre il cambiamento delle occasioni sociali.

La diminuzione delle cene formali e dei momenti tradizionali di convivialità ha ridotto molti dei contesti storicamente favorevoli al consumo di vino, soprattutto tra Millennials e giovani adulti.

In mercati come Stati Uniti, Giappone e Australia, la crescita dei ready-to-drink coincide infatti con un calo costante dei consumi di vino fermo.

In Italia il fenomeno appare più contenuto: i RTD registrano ancora volumi limitati e nel 2024 hanno persino segnato una lieve flessione. Tuttavia, anche il vino fermo continua a mostrare un trend negativo, mentre tengono meglio gli spumanti.

La sfida: reinventare il vino senza snaturarlo

Secondo gli analisti, il tema non è contrapporre vino e ready-to-drink, ma comprendere come stanno cambiando i consumatori.

Per il settore vitivinicolo si apre quindi una riflessione strategica che riguarda:

  • linguaggio del brand
  • packaging
  • occasioni di consumo
  • accessibilità del prodotto
  • comunicazione digitale

Alcuni produttori stanno già sperimentando:

  • vino in lattina premium
  • vini aromatizzati
  • spumanti aromatizzati
  • branding più diretto e contemporaneo

In Canada, ad esempio, gli sparkling aromatizzati a base vino hanno registrato crescite molto elevate negli ultimi anni, dimostrando come il mercato premi innovazione e semplicità d’approccio.

Packaging e percezione del valore

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dagli analisti riguarda il ruolo del packaging e dell’identità visiva.

I ready-to-drink riescono spesso a comunicare immediatamente:

  • stile
  • praticità
  • leggerezza
  • modernità

Per il vino, invece, il rischio è quello di apparire distante o troppo complesso per alcuni segmenti di consumatori.

Per questo motivo cresce l’importanza di:

  • progettare etichette più immediate e riconoscibili
  • costruire un branding coerente con i nuovi canali di vendita
  • utilizzare soluzioni visive e tattili capaci di aumentare percezione e memorabilità del prodotto

In questo scenario, packaging ed etichetta diventano sempre più strumenti strategici di posizionamento, soprattutto nei segmenti premium e nei contesti retail ad alta competitività.

Una trasformazione che il settore non può ignorare

Secondo Iwsr, il fenomeno ready-to-drink non rappresenta una moda passeggera, ma il segnale di un cambiamento più profondo nei comportamenti di consumo.

Per il vino, la sfida non è rinunciare alla propria identità, ma trovare nuove modalità per renderla contemporanea, accessibile e rilevante per le nuove generazioni.


Contenuti rielaborati da articoli pubblicati su WineNews e Beverfood.com.

Ti possono interessare...

Iscriviti alla nostra newsletter

per ricevere le prossime notizie

Nome e cognome