Sono stati oltre 4.000 gli espositori e quasi 100mila gli operatori presenti a Verona: al centro no-low alcol, spirits ed enoturismo per un settore che evolve tra mercato e consumi in cambiamento
Si è chiusa con numeri solidi e segnali chiari sul futuro del comparto la 58ª edizione di Vinitaly, andata in scena a Verona dal 12 al 15 aprile 2026. Una manifestazione che si conferma punto di riferimento internazionale per il business del vino italiano, in un momento di mercato caratterizzato da trasformazioni nei consumi e da nuove dinamiche competitive.
I numeri della manifestazione
Sono stati oltre 4.000 gli espositori presenti (di cui il 7% esteri), distribuiti su 18 padiglioni per 100mila metri quadrati di superficie espositiva. Gli operatori professionali hanno sfiorato quota 97mila, con una presenza internazionale pari al 33% proveniente da 130 Paesi, in crescita rispetto all’edizione precedente.
Particolarmente significativo l’aumento dei buyer dai mercati strategici per il vino italiano: Stati Uniti e Germania (+5%), Regno Unito (+30%). In flessione, invece, la partecipazione dalla Cina (–20%). Nel corso della manifestazione si sono svolti oltre 19mila incontri b2b, affiancati da più di 100 appuntamenti tra degustazioni e masterclass e oltre 30 tra convegni e panel.
Un settore che cambia: consumi e mercati
I dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly fotografano un settore ancora centrale per l’economia italiana:
- 670mila ettari di vigneto
- 530mila imprese
- 47,4 milioni di ettolitri prodotti nel 2025
- 14 miliardi di euro di fatturato
Nonostante questi numeri, emergono segnali di cambiamento. I consumatori italiani di vino sono circa 29,4 milioni, ma cambia la frequenza: diminuiscono i consumatori abituali (oggi al 39%) mentre crescono quelli occasionali, che rappresentano il 61%.
Sul fronte export, il valore si è attestato a 7,7 miliardi di euro, con una flessione del 3,7% legata soprattutto al rallentamento della domanda extra-Ue e alle tensioni commerciali, in particolare negli Stati Uniti.
Le direttrici del futuro: nuovi prodotti e nuovi modelli
L’edizione 2026 ha evidenziato con chiarezza le direttrici su cui il settore sta evolvendo.
Tra le principali novità:
- NoLo – Vinitaly Experience, con un’area strutturata dedicata ai prodotti no e low alcohol, sempre più al centro del dibattito internazionale
- Xcellent Spirits, nuovo spazio dedicato ai distillati, pensato per favorire il dialogo tra due mondi sempre più vicini
- Vinitaly Tourism, che consolida il ruolo dell’enoturismo come leva strategica per la valorizzazione dei territori e delle aziende
- Evoluzione della piattaforma Vinitaly Plus, che introduce un modello di contatto diretto tra cantine e buyer, rendendo più dinamica la gestione degli incontri in fiera
Confermate anche le aree tematiche dedicate all’innovazione e alla specializzazione del settore, da Enolitech al Vinitaly Bio, fino ai progetti dedicati ai vini naturali, alle piccole produzioni e alla biodiversità vitivinicola.
Una fiera sempre più orientata al business
In un contesto di mercato complesso, Vinitaly rafforza il proprio ruolo di piattaforma commerciale internazionale, puntando su incoming qualificato e strumenti concreti per facilitare le relazioni tra domanda e offerta.
L’edizione 2026 ha confermato come il futuro del vino italiano passi non solo dalla qualità produttiva, ma anche dalla capacità di interpretare i cambiamenti dei consumatori e di sviluppare nuovi modelli di business.